
L'economia del gesto.
La ricerca continua della purezza della tecnica.
Questo, in due frasi, è l'Aikido del Maestro Tissier.
"Avrei tanto desiderato che tutto ciò non fosse accaduto ai miei giorni"
"Anch'io - annuì Gandalf - come d'altronde tutti coloro che vivono questi avvenimenti. Ma non tocca a noi scegliere. Tutto ciò che possiamo decidere è come disporre del tempo che ci è dato. E ormai i giorni cominciano ad apparire foschi e neri. Il Nemico sta diventando rapidamente molto forte... Al Nemico manca un'unica cosa: gli manca l'Anello, l'unico".

Immaginate di avere un Super Io di proporzioni gigantesche. Attenzione, sto parlando di Freud. Questo vuol dire che non intendo riferirmi a quegli individui sempre convinti di essere nel giusto. Più semplicemente, il mio discorso verte su tutti quegli individui che sentono in una maniera particolarmente intensa – quasi soverchiante, oserei dire – il richiamo della propria coscienza.
Una volta fatta chiarezza su questo, andiamo avanti. Immaginate, dicevo, di sentire continuamente una voce che vi dica ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Probabilmente, a questo punto tutti voi affermerete in perfetta buona fede che questo tipo di esperienza vi capita tutti i giorni.
Bene. E se questo andasse a vostro discapito? Se il seguire la vostra coscienza comportasse il perdere qualcosa a cui tenete molto – dei soldi, un ‘ automobile, addirittura la vita ?
Ecco, impostata in questo modo la questione assume contorni ben diversi. Semplificando ancora, potremmo metterla in termini ancora più banali. Alla maggior parte dei bambini cresciuti con una forte educazione religiosa viene insegnato che è sbagliato avere rapporti sessuali prima del matrimonio. Eppure, la maggior parte di quei bambini, una volta raggiunta l’adolescenza, non segue quanto gli viene insegnato. Per la cartesiana ragione che ritiene di perderci qualcosa nel farlo.(E, sia chiaro, in questo contesto non sto prendendo posizione sul tema dei rapporti prematrimoniali).
Ad ogni modo. Il quadro mi sembra delineato con una certa chiarezza. Supponete ora che le regole che informano il vostro vivere quotidiano abbiano per voi un’importanza assoluta, quasi trascendente. Senza dubbio, vi troverete immersi in una sorta di contesa interna per una buona parte del tempo. Ma riuscireste davvero a seguire tali regole qualora ve ne potesse venire un danno?
Ecco, in pochissime righe abbiamo affondato le mani nel dramma di Matt Murdock, alias DareDevil. Matt è cieco perché ha seguito la sua coscienza. Quando quel signore anziano stava per essere investito, avrebbe potuto tirarsi indietro. Era solo un ragazzo: nessuno lo avrebbe biasimato.
Eppure non l’ha fatto. E questo non ha certo migliorato la sua vita. Quell’ evento l’ha riempita di dolore, ed ha assunto il profetico ruolo di annunciatore di disgrazie.
Lo stesso è successo con suo padre. E con sua madre. E con Karen Page. Tutte vittime di quel senso morale di puro stampo cattolico che pervade tutte le vicende del cornetto.
La domanda più sensata che possiamo porci a questo punto, dunque, concerne il perché queste persone si comportino in questo modo, anche se tutto ciò va a loro discapito.
Chiaramente, per Matt, il problema morale - quello che in una certa misura prima o poi coinvolge ognuno di noi – non si pone mai in termini meramente individuali. Detto in altra maniera, questo significa che lui è convinto del fatto che comportandosi nel modo che ritiene giusto ottempera ad un disegno che lo trascende.
In effetti, secondo molti pensatori, questa è l’unica maniera corretta di porsi di fronte al dilemma morale.
Ma c’è qualcosa di più. Con la sua vita segnata dal dolore, Devil vuole ottenere un duplice risultato. In primo luogo, intende dimostrare la giustezza delle sue posizioni. Questo è ovvio. Quello su cui ci si sofferma di meno, però, è che – simmetricamente – il protettore di Hell’s Kitchen vuole smascherare le menzogne dietro cui si nascondono tutti gli altri.
Non è la mia vita ad essere insensata, sembra dirci. Sono le vostre esistenze, annegate nell’alcool, inalate con la cocaina, stordite nel conformismo di massa, e nella paura delle proprie aspirazioni, ad essere false.
Io mi sono erto al di sopra delle paralizzanti difficoltà materiali che il destino – la mano di Dio? – ha posto sulla mia strada.
E voi, siete stati capaci di fare altrettanto? Di scegliere il bene ? Chi è il burattino i cui fili sono tirati dall’alto?
Entriamo, così, in un ulteriore ordine di riflessioni. Cosa ha ottenuto Matt in cambio?
(continua…)
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Insomma, ha nuotato sottotraccia per nascondersi ai miei occhi. E poi è riapparsa improvvisamente, la scrittura, secondo la ben nota metafora del fiume carsico.
Io ero lì, tutto impegnato a girare in tondo, e lei mi ha aspettato con pazienza.
Ogni volta, appena ha potuto, è riemersa. Ed ora sembra aver addirittura indirizzato professionalmente il corso della mia vita. Uhm! Però...

Il libro letto prima di dormire. Un rito cui molti (la maggioranza degli italiani, pare) si sottraggono, e che continua invece ad affascinare tantissimi altri:
-quelli che non riescono a dormire, se non sfogliano qualche pagina;-
- quelli che se sfogliano qualche pagina, poi non dormono più, ma lo fanno lo stesso perchè sono avidi di letteratura (o saggistica, o vattelapesca...) ;
- quelli che di giorno non hanno tempo;
E via dicendo, con sfumature varie ed imprevedibili. Per quanto mi riguarda, da qualche tempo mi sono attrezzato diversamente.
Leggo la mattina. Arrivo al lavoro con una ventina di minuti d'anticipo: mi sistemo in macchina, e tiro fuori un libro. Sono più fresco, e non sottraggo ore al sonno (tanto, per arrivare in orario ed evitare il traffico, dovrei comunque uscire alla stessa ora).
Proprio stamattina, ho terminato il primo volume de "Le cronache di Narnia", mentre prosegue la (ri)lettura delle "Lezioni americane", di Italo Calvino.
Domani - ore 8 circa - comincio "Nascita di un guru", di Takeshi Kitano. Vi farò sapere.
Glance of eye, thought of man, wing of angel,
which of these had speed enough to sweep
between the question and the answer, and divide
the one from other ? Light does not tread
upon the steps of light more indivisibily than
did all our conquering arrival upon the escaping
efforts of the gig.