
E così, pare proprio che quest'estate io e Stefania ci concederemo due settimane a Tokyo. Sono emozionatissimo. In realtà, ci sono ancora dei piccoli dettagli da sistemare, ma più o meno dovremmo aver organizzato la faccenda in maniera quanto meno decente.Asakusa, Shibuya, Ginza, Iwama..stiamo arrivando ;)
Ultimamente, ho letto la "Lettera al padre" di Franz Kafka. E' un libriccino di rara bellezza. E' incredibile come Kafka sia stato capace di analizzare negli aspetti più reconditi il suo rapporto con la figura paterna. Simile ad un entomologo, per la sua capacità di catalogare, questo autore non è riuscito o forse non ha voluto alla fine liberarsi dal peso rappresentato da suo padre. Anzi, proprio all'interno di questa relazione deviata ha saputo crescere, affinando delle capacità di analisi fuori dal comune, ma fallendo in quella che è la missione primaria di ogni donna e uomo: emanciparsi dai propri genitori per crearsi una vita autonoma.
Subito dopo Kafka, ho cominciato a leggere "La linea d'ombra" di Conrad. E' un abbinamento curioso. Chi conosce infatti quest'opera, sa che è il fedele resoconto, sotto forma di un'avventura per mare, del percorso di un giovane uomo dall' adolescenza alla maturità. Devo dire che adoro Conrad. Ha un senso della misura straordinario. Ogni parola è usata con cognizione di causa, e leggendolo hai la sensazione che non ci sia nulla da ritoccare, che ogni riga contenga una sua perfetta compostezza ed armonia.
Penso che in ogni blogger si annidi un pizzico di narcisismo. Tanto per rimanere in tema, posto una delle foto a cui sono più affezionato in assoluto. Siamo io e la mia piccolina, ovviamente.