Torniamo a scrivere qualcosa, dopo parecchi giorni di assenza. Il fatto è che sono completamente immerso nello studio, ed i pochi momenti liberi li devo riservare a tutta una serie di faccende piuttosto noiose, mentre l'unica cosa che davvero vorrei fare è stare di più con Stefania. L'unica cosa che posso sperare, quindi, è che nelle prossime 3 settimane gli impegni si diraderanno per lasciare un pò di spazio al riposo. Nel frattempo, si sono svolte le elezioni europee. La secca batosta di Berlusconi mi ha fatto piacere (vedi il "Berlusconi vattene" nella colonnina di sinistra...) ma avrei preferito una maggiore affermazione delle forze riformiste dell'Ulivo. Ultimamente, sto rileggendo alcuni articoli di Bobbio: a distanza di dieci anni sono ancora attualissimi: per chi avesse la voglia ed il tempo sono una lettura preziosa. Attualmente, escono in allegato con l'Espresso, all'interno di un numero speciale di "Critica Liberale".
Concludo, da buon giornalista sportivo, con un cenno sulla nazionale. Un pianto greco, davvero. Trapattoni è fermo a 50 anni fa in fatto di tattica calcistica: non un accenno di pressing; non uno schema, una verticalizzazione. Risultato: magra figura contro gli onesti danesi, che oltre all'organizzazione hanno davvero poco (leggi: Jorgensen e Tomasson). Vedremo.
Bush è a Roma. Leggo sur giornale :" Città deserta". Ma deserta 'n par de ciufoli...me sò fatto du ore de fila su Viale Marconi pè annà all'università, e artre due ore all'Eure pè cercà er posto per parcheggià. A parte che er macellaro ammericano manco me sta simpatico, ma si viè a rompe a casa mia me gireno proprio..che ce volete fà. E poi, durcis in funno, nun posso annà a trovà a regazza mia, visto che hanno chiuso a Colombo e l'Ardeatina...
p.s. Quando mi arrabbio a volte comincio a parlare in romanesco.
p.p.s. Vota Kerry-Edwards. Non sarà il massimo, ma è il meglio che c'è.
