
Questa volta, approfittando di una delle mie (rare,rarissime!) mattinate libere, vorrei parlare di qualcosa di serio. Ovvero, della controversia sulla presunta lobby anticristiana esistente in Europa. Fantasma evocato da Buttiglione, dopo il voto contrario alla sua nomina a commissario europeo. Credo che il problema sia viziato da una certa pigrizia mentale da parte di chi l'affronta. Non è detto che persone come Giuliano Ferrara o Angelo Panebianco siano per forza in malafede. Da laici, e (forse, a mio parere) anche da liberali, ritengono che il diritto all'espressione da parte di ciascuno sia sacrosanto. Qualunque fede l'individuo in questione professi.(E dunque anche nel caso in cui non ne professi nessuna).
Ma, e qui sta il punto, credo che l'ultima cosa di cui i cristiani debbano preoccuparsi sia proprio questa presunta lobby. Parliamoci chiaro: agli albori della sua esistenza, il Cristianesimo si è dovuto scontrare con un avversario di un certo livello, chiamato Impero Romano. Paragonate alle persecuzioni di Diocleziano, infatti, le presunte lobbies anticristiane, diciamocelo pure, scoloriscono un pò, non vi sembra? Eppure, il Cristianesimo riuscì a prevalere. Come? Seducendo (nel senso latino, cioè: "ducere a se", condurre a sè) l'Impero. Magari alla "volontà di potenza" cristiana si contrapponesse una "volontà di potenza" di pari forza.
Purtroppo non è questo quello che sta succedendo. Quanto sta succedendo è che la società europea attuale, e ci metto soprattutto quella italiana, è permeata da quello che Martin Luther King chiamava una forma di ateismo pratico. In sostanza, pur non negando l'esistenza eventuale di un Dio, i cittadini italiani ritengono che il fenomeno cristiano sia oggi del tutto irrilevante nella vita di tutti i giorni. E questo direi che sia il maggior problema per le Chiese e per i filosofi cristiani. Un movimento religioso che ha cambiato la storia umana, è ridotto oggi ad essere considerato semplicemente un simpatico portato della tradizione. Un pò come avviene con l'albero di Natale.
Magari il problema fosse l'esistenza di un nemico, forte tanto quanto noi, con cui scontrarsi. Ma devo convenire che, da Bush a Bin Laden, ai vari fondamentalisti in giro per il mondo, l'esercizio è più facile. Anche se comporta un uso piuttosto ridotto delle cellule cerebrali.