Sulle Ali dell'Arcadia

Quando gli oceani sulla terra si prosciugarono, gli uomini si convinsero che era giunta la loro fine. Per qualche strano motivo, non aprirono gli occhi sul mare sconfinato che si apriva sopra le loro teste. Il dubbio su quale fosse la via da prendere per l'umanità, era motivo di grande afflizione. Ma, sperando in un avvenire radioso per una nuova specie umana, un pugno di uomini strinse i denti e partì alla volta di quel nuovo e sconfinato mare che era lo spazio. Questi coraggiosi vennero derisi, e additati come fuorilegge all'inseguimento di un sogno effimero...Questa è la storia di quel tempo...Siamo nell'anno 2004...

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giovedì, aprile 26, 2007

 

"Ore wa dare da , dare da, dare da
are wa debiru, Debiruman...Debiruman!
uragiri mono na na wo ukete
subete wo sutete tataku otoko..."

(Trad: Chi è quello, chi è, chi è ?
Quello è un diavolo, è Devilman, Devilman!
E' un uomo che, preso il nome della creatura traditrice
e abbandonato tutto, combatte...)

 

Di solito, sono piuttosto critico nei confronti dell'Università italiana. Eppure, questa volta vorrei manifestare il mio personale apprezzamento alla più grande (dal punto di vista numerico, ovviamente) università romana, per aver organizzato un incontro con Go Nagai, uno dei grandi maestri del fumetto giapponese.

Go Nagai può sicuramente essere considerato l'autore che ha maggiormente contribuito alla penetrazione e diffusione dei manga e degli anime in Occidente. Basterà accennare, qui, ai suoi lavori più famosi: Devilman, Mazinga Z, il Grande Mazinga, Ufo Robot Goldrake, Jeeg robot d'acciaio, Getter Robot.

Sono sicuro che questa breve elencazione avrà richiamato alla mente degli under -40 (ma anche a qualche over, suppongo..), le immagini liete di pomeriggi appassionati, e , forse, anche groppo alla gola per l'emozione. Sono andato all'incontro con la mia ragazza ed una coppia di amici, e siamo tornati incredibilmente soddisfatti , e quasi rammaricati per l'esiguità (2 ore) del tempo a disposizione.

Nagai si è rivelato una persona dalla straordinaria cordialità e gentilezza. All'inizio, è apparso quasi smarrito ed intimidito per il gran numero di persone lì riunitesi, ed ha impiegato qualche secondo per riaversi dallo stupore. Quindi , è apparso più volte divertito, ed ha scherzato spesso, accettando di sottoporsi a numerose domande. Infine, a conclusione dell'evento ha accettato di farsi fotografare con un centinaio (e non scherzo..) di persone, stringendo la mano a tutti (ovviamente, il sottoscritto lo ha arpionato a dovere, conquistandosi una foto che rimarrà ad imperitura memoria nel salotto di casa mia..), e persino abbracciando un bel pò di sconosciuti ammiratori!

Una delle cose che mi hanno colpito di più, però, è stato lo scoprire di aver avuto un incontro con un autore a tutto tondo. Il Maestro giapponese, nel corso della breve presentazione delle sue opere, oltre che nel rispondere alle domande, ha mostrato di possedere una sua personalissima cifra estetica, oltre ad una originale poetica. Ha citato la mitologia greca come sua fonte di ispirazione, non nascondendo poi il suo amore per Padre Dante e per le incisioni di Gustave Dorè; inoltre, ha spesso sottolinato come la crudezza delle sue opere rifletta la convinzione di dover mostrare ai bambini e agli adolescenti la realtà del mondo per quella che è. Quando il discorso si è spostato su Devilmen, ad esempio, ha spiegato come il suo obiettivo fosse quello di raccontare la storia di un ragazzo che si trovava ad avere poteri straordinari, che gli concedessero la possibilità di decidere della vita e della morte degli altri esseri umani. Come potrebbero essere usati questi poteri, si è chiesto Nagai ? Se ci pensate, ha continuato, non è molto diverso da quello che succede a ragazzi poco più che adolescenti che vengono spediti in guerra..

Così, anche le sue opere a carattere erotico, (specialmente le prime, più umoristiche che erotiche), avevano semplicemente lo scopo di raccontare in maniera divertita alcune tra le pulsioni più naturali degli esseri umani. Molto profonda, inoltre, la giustificazione della diversità del carattere di alcune delle sue creature (Koji di Mazinga Z, Duke Fleed di Goldrake ecc..) rispetto ad altre, quali Akira Fudo di Devilman, o Mao Dante. Nagai ha risposto che, mentre Koji e Daisuke rappresentano la speranza per il futuro, che ogni uomo immagina radioso e migliore del presente, Akira rappresenta il passato, di cui ricordiamo spesso ciò che non è andato come volevamo. E questo, forse, illumina la scelta del Maestro di concludere in una maniera tanto drammatica Devilman.

Ci sarebbe veramente molto altro da raccontare, ma temo che, per quanto le possibilità offerte dal web siano infinite, ci vorrebbero davvero troppo tempo e spazio. Vorrei lasciarvi con due riflessioni. Una di esse, in realtà, nasconde un atto di profondo narcisismo, che spero in questa circostanza mi sarà perdonato: la mia recensione di Devilman, per Stradanove, apparsa qualche anno fa. La trovate qui (http://www.stradanove.net/news/testi/fumetti-02b/facod2608021.html ) . La seconda riflessione è una risposta del Maestro al perchè lui preferisse disegnare robot antropomorfi, vere e proprie estensioni degli esseri umani, e farli combattere con dei nemici alieni, piuttosto che immaginare delle macchine da guerra prodotte in serie per combattere altri esseri umani (come in Gundam, per capirci..). La risposta di Nagai è stata : "Preferisco non disegnare armi di questo tipo. Come potrei rendere protagonisti dei miei manga degli eroi positivi, dei buoni, che concepiscano simili armi di distruzione ?". Alla faccia di chi diceva che Mazinga avrebbe causato dei danni alla psiche dei bambini.

postato da: Harlock79 alle ore 18:19 | link | commenti (6)
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mercoledì, aprile 25, 2007

Se voi volete andare in pellegrinaggio, nel  luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati, dovunque è morto un Italiano,per riscattare la libertà e la dignità: andate lì, oh giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione.” (Calamandrei Piero)

Lapide ad ignominia

Lo avrai
camerata Kesselring
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costruirà
a deciderlo tocca a noi.
Non coi sassi affumicati
dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
non colla terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non colla neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non colla primavera di queste valli
che ti videro fuggire.
Ma soltanto col silenzio dei torturati
Più duro d'ogni macigno
soltanto con la roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi
che volontari si adunarono
per dignità e non per odio
decisi a riscattare
la vergogna e il terrore del mondo.
Su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci ritroverai
morti e vivi collo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama
ora e sempre
RESISTENZA

postato da: Harlock79 alle ore 11:51 | link | commenti (3)
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