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Insomma, ha nuotato sottotraccia per nascondersi ai miei occhi. E poi è riapparsa improvvisamente, la scrittura, secondo la ben nota metafora del fiume carsico.
Io ero lì, tutto impegnato a girare in tondo, e lei mi ha aspettato con pazienza.
Ogni volta, appena ha potuto, è riemersa. Ed ora sembra aver addirittura indirizzato professionalmente il corso della mia vita. Uhm! Però...

Il libro letto prima di dormire. Un rito cui molti (la maggioranza degli italiani, pare) si sottraggono, e che continua invece ad affascinare tantissimi altri:
-quelli che non riescono a dormire, se non sfogliano qualche pagina;-
- quelli che se sfogliano qualche pagina, poi non dormono più, ma lo fanno lo stesso perchè sono avidi di letteratura (o saggistica, o vattelapesca...) ;
- quelli che di giorno non hanno tempo;
E via dicendo, con sfumature varie ed imprevedibili. Per quanto mi riguarda, da qualche tempo mi sono attrezzato diversamente.
Leggo la mattina. Arrivo al lavoro con una ventina di minuti d'anticipo: mi sistemo in macchina, e tiro fuori un libro. Sono più fresco, e non sottraggo ore al sonno (tanto, per arrivare in orario ed evitare il traffico, dovrei comunque uscire alla stessa ora).
Proprio stamattina, ho terminato il primo volume de "Le cronache di Narnia", mentre prosegue la (ri)lettura delle "Lezioni americane", di Italo Calvino.
Domani - ore 8 circa - comincio "Nascita di un guru", di Takeshi Kitano. Vi farò sapere.